Proseguono le attività dello Smart Team con gli 8 innovatori selezionati per lo Smart Project, il progetto di open innovation promosso da Gesac (società di gestione dell’Aeroporto Internazionale di Napoli) per stimolare e attivare la cultura della collaborazione e della partecipazione attiva nella community degli utenti al fine di costruire con essa, secondo la logica del co-design, una visione comune dell’aeroporto del futuro.
Mercoledì 18 maggio all’Aeroporto Internazionale di Napoli si è tenuto il secondo Smart Lab, seguito al primo di benvenuto, nel quale,con una metodologia che ibrida il design thinking,con il business management e i linguaggi della creatività, si è sviluppato  un intenso percorso di lavoro indirizzato a individuare e delineare la Value Proposition incorporata nelle idee progetto.

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La prima parte della mattinata è stata dedicata all’aspetto teorico, per permettere agli innovatori di avere a disposizione gli strumenti necessari da applicare ai propri progetti. A tal proposito Marco Leonetti di Santoianni ha messo in evidenza come il concetto di valore, inteso  come l’insieme di contenuti che riesce a colmare bisogni e desideri, sia fondamentale per il successo di un’impresa. Il valore può mutare nel tempo e in assenza di esso l’impresa crolla; per questo è la precondizione di qualsiasi progetto. Ci sono diversi modi per aggiungere valore per i clienti e tra questi è necessario menzionare i principali: risolvere un problema specifico, rendere i prodotti e/o servizi più convenienti, ridurre il prezzo, ridurre i rischi, migliorare la performance, rendere i prodotti e/o servizi più semplici da usare, renderli più accessibili, migliorare il design, innovare, promuovere una fidelizzazione al brand.

È fondamentale, inoltre,  essere focalizzati   avere ,quindi, ben chiaro il target a cui il proprio prodotto e/o servizio fa riferimento (non ci si può rivolgere a tutti, anche questo sarebbe un chiaro segnale di fallimento); per farlo bisogna creare un profilo del proprio cliente e delineare il proprio segmento di mercato ossia i diversi gruppi di consumatori o organizzazioni che l’impresa intende servire.

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Si è già precedentemente sottolineato come l’innovazione debba concentrarsi sulla soddisfazione di un desiderio alla quale si affianca la visione del consumo come esperienza. Per chiarire quest’ultimo punto è intervenuto Fabio Borghese, che ha illustrato ai nostri innovatori smarters il concetto di Design Thinking, la centralità degli experience providers come l’habitat, un ambiente fisicamente costruito per amplificare l’esperienza dell’utente. Oggi l’attenzione è tutta puntata sugli individui e sulla comunità, per soddisfare appieno le loro esigenze; si parla pertanto di progettare la dimensione esperienziale (experience design) rispetto al consumo di un prodotto partendo dalla persona con un approccio che si definisce people centered based.

L’approccio alla materia è ciclico e consta di una interconnessione tra tecnologia, manifattura, business, design e interazione, valori umani, organizzazione della dimensione manageriale.

Partendo dal grafico di Tim Brown, CEO e Presidente di IDEO, pubblicato nel 2008 sull’Harward Business Review, Fabio Borghese ha evidenziato come il Design Thinking Cycle si basi fondamentalmente sull’osservazione di un contesto e sulla capacità di interpretarlo; esso è costituito da tre fasi che si susseguono ripetutamente: ispirazione, ideazione, implementazione.

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La seconda parte del laboratorio ha visto protagonisti gli innovatori, alle prese con una sorta di role-playing, che ha avuto come obiettivo quello di migliorare i singoli progetti proposti.

Ogni membro è stato invitato a impersonare un differente target di passegero dell’Aeroporto Internazionale di Napoli  e ad esprimere, a seconda del ruolo, le criticità, i punti di forza e la possibilità di acquistare o usufruire del prodotto/servizio che a turno ogni singolo innovatore ha avuto la possibilità di illustrare.

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Il gioco si è dimostrato molto stimolante e come un vero e proprio brainstorming ha dato la possibilità a tutti di mettere in risalto vantaggi e svantaggi dei propri progetti, che erano sfuggiti nella prima fase di presentazione degli stessi.

Contemporaneamente al role-playing, nel pomeriggio ogni proponente si è confrontato sia con  i tutor e con i managers della GESAC, referenti delle aree funzionali che intrecciano i progetti, in  incontri one to one, per verificare la dimensione dell’impatto del proprio progetto   nell’ambito del modello di business dell’Aeroporto Internazionale di Napoli.

 

Dopo l’imbarco, siamo pronti per il decollo. Appuntamento al prossimo lab per l’atteso take-off
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